È una tipica focaccia povera di Castelpoto a base di farina di mais.
Tradizionalmente impastata con acqua bollente sugna e sale , veniva cotta direttamente nel camino sotto la brace su una pietra apposita.
Ingredienti(per 4 persone)
-Farina di mais gialla 500g
– acqua bollente 500g
– un cucchiaio di sugna
– sale q.b.
-uva passa facoltativa
– ciccioli di maiale interi o passati
Preparazione tradizionale:
In una zuppiera ( tradizionalmente detta “a cantara”) versa a fontanella la farina di mais nell’acqua bollente salata e aggiungi un cucchiaio di sugna ,l’uva passa ammollata.
Mescola e impasta energicamente fino ad ottenere un panetto dalla consistenza abbastanza densa e compatta.
Scalda una pietra piatta, non molto alta , in mezzo alle braci del camino. Adagia l’ impasto sulla pietra e coprilo con un coperchio cilindrico di latta, il “tiesto”
Metti brace ardente attorno e sopra il tiesto e lascia cuocere fino a formare una crosta spessa e croccante.
* in alternativa “Il pittulo” può essere cotto anche nel forno della cucina,mettendo l’impasto in una teglia imburrata
Come gustarlo
Il pittulo viene consumato ben caldo. Secondo la tradizione contadina, si accompagna perfettamente a verdure lesse(soprattutto cicoria selvatica) e fagioli lessati con l’aggiunta di olio extravergine di oliva, salsiccia paesana e cotenne di maiale.
